Come e perché aggiungere link NoFollow nel menù WordPress

Link NoFollow Menù Wordpress - Palmonts Agency

Come e perché aggiungere link NoFollow nel menù WordPress

Molti SEO concordano sulla necessità di avere solo link in uscita NoFollow. Facciamo prima una piccola digressione e spieghiamo cosa significa un link NoFollow, perchè è importante e come (soprattutto quando) usarlo nei menù con link interni.

Cos’è un link NoFollow, perchè è importante e come si usa

Agli occhi di un utente, un link Follow e un link NoFollow hanno esattamente la stessa importanza, dato che per lui non fa differenza. Per Google, invece, no. Una parte degli algoritmi che compongono il suo motore di ricerca si occupa di interpretare e dare importanza allo “scambio” di link tra siti. Tuttavia, col passare del tempo, si è creato un problema di spam, a cui Google ultimamente ha cercato di porre rimedio: moltissimi SEO, in passato (e ahimé alcuni anche oggi), applicavano tecniche molto aggressive per ottenere un grande numero di link che convergevano verso il sito del loro cliente, facendo aumentare il suo valore agli occhi del motore di ricerca.

La filosofia era la seguente: più link ci sono che convergono verso il tuo sito, più il tuo sito è importante per gli altri, e più di conseguenza è importante per Google, dato che un link funge da passaggio per il “valore” dei siti (ad esempio, se Sito1 ha un PageRank di 5 e ha un link verso Sito2, una percentuale del PageRank verrà passata a Sito2).

 

Con gli ultimi aggiornamenti antispam di Google (Penguin vi dice qualcosa?), quest’ultima ha praticamente azzerato l’utilità di questa pratica, dando però sempre un alto valore ai backlink che arrivano da siti di alta qualità e che non risultano in un giro di spam. Inoltre, il problema si pone anche al contrario: se in un articolo avete un link verso un sito che in futuro entra nelle maglie antispam di Google, può essere che anche il vostro venga penalizzato.

Sporge quindi spontanea la domanda: come proteggersi da queste eventualità? Semplice, aggiungendo al link un pezzettino di codice che dice a Google di non passare il valore del vostro sito al link che avete inserito: rel=”nofollow”

Qui potete trovare le linee guida di Google per i link NoFollow. Fateci caso: fate click col tasto destro del mouse sul link e cliccate su Ispeziona / Ispeziona Elemento (a seconda dei browser). Di fianco al link, vedrete il rel nofollow.

Link NoFollow - Palmonts Agency

Anche Facebook, YouTube e tutti i più grandi siti mondiali usano NoFollow. Ad esempio, aprite un video su YouTube che abbia un link nella descrizione e provate a verificare se è NoFollow. Lo è, vero? Questo perché, oltre ad evitarsi il problema di spamming, in questo modo non passano il loro valore ad altri siti (altrimenti, sarebbero tutti in massa a mettere link!)

Questo è un esempio di un link su Youtube che punta a Facebook:

Esempio Rel No Follow - Palmonts Agency

 

Perchè usare il NoFollow anche nei link interni al sito?

Dato che la struttura dei link interni è altrettanto importante, occorre prestare particolare attenzione. Google ragiona nella medesima maniera: più link (interni) puntano su una pagina, e più a questa viene data importanza. Per farvi un’idea su come il vostro sito viene visto da Google, potete:

  • accedere alla Search Console, andare in Traffico di Ricerca -> Link Interni. Tramite questa schermata potrete capire come Google interpreta il vostro sito. Se tra i primi link che vedere compare la sezione Contatti, o l’avete fatto intenzionalmente oppure avete qualcosa da sistemare al più presto.
  • digitate site:ilvostrourl.xyz (sostituendo ilvostrourl.xyz con il vostro vero url della home page) e vedrete ciò che Google ha “in pancia”, ovvero ciò che Google ha indicizzato del vostro sito. I primi risultati tendono ad essere quelli con più valore rispetto a Google, quindi (stesso discorso di prima) se vedete delle pagine con scarso valore tra i primi posti, fatevi due domande.

 

A proposito, se non sai come risolvere o come interpretare questi dati, contattaci: possiamo aiutarti a farlo.

Ora comincia ad essere più chiaro il perché sia (a volte) necessario inserire il rel nofollow anche nei link interni? No? Semplice, perché in caso di link che puntano maggiormente a pagine che è meno utile posizionare, si può (anzi, si deve) inserire il rel nofollow per evitare di passare valore a quelle pagine.

In questo modo si avranno pagine importanti più forti e meno diluizione del valore verso pagine minori.

 

Ok, ho capito. Ma come posso inserire il NoFollow nel menù di WordPress?

In realtà è molto semplice, e non servono nemmeno plugin esterni.

Recatevi nella sezione di WordPress, Aspetto -> Menù. In alto, troverete Impostazioni Schermata: apritela.

Impostazioni Schermata WordPress - Palmonts Agency

Cliccate su Relazioni tra link (XFN) per abilitarlo. A questo punto, in basso potrete andare ad aggiungere il rel nofollow a qualunque link abbiate.

Nel nuovo form che vi appare, Link Relationship (XFN), aggiungete “nofollow”.

Link NoFollow Contatti - Palmonts Agency

A questo punto date a Google un po’ di tempo per effettuare la scansione del vostro sito e capire che i nuovi link sono nofollow. Per accelerare il processo, andate nella Search Console, nella sezione Scansione -> Visualizza come Google, e inserite i link che volete vengano scansionati.

Fateci sapere nei commenti le vostre esperienze a riguardo 🙂

 

PS: avete notato che poco sopra nell’articolo, il link che porta ai nostri contatti è NoFollow?

 

2 Comments

  • Elenia

    Rispondi 12 Luglio 2016 15:38

    Grazie! Ho trovato il vostro articolo molto utile!

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