Quali sono i principali fattori di ranking per Google?

Top Fattori Ranking di Google - Palmonts Agency

Quali sono i principali fattori di ranking per Google?

Cosa sappiamo dell’algoritmo di Google

Poco. Davvero. Google non si lascia sfuggire tanti dettagli dei fattori che compongono il suo algoritmo, tant’è che la SEO è spesso basata sull’esperienza e sugli esperimenti effettuati dagli esperti negli anni.

Sappiamo, ad esempio, che sono oltre 200 gli elementi che ne fanno parte, di cui però non sempre conosciamo i dettagli.

Recentemente, Google si è lasciata sfuggire alcune rivelazioni, per bocca di Andrey Lipattsev. Direte voi: chi? Il signore in questione è Search Quality Senior Strategist della società a Mountain View, quindi si può tranquillamente dire che sono rivelazioni più che sicure e attendibili.

 

I 3 principali fattori di ranking

Andrey ha affermato che i primi 3 fattori di ranking sono i seguenti:

  1. Link
  2. Contenuti
  3. RankBrain

In realtà, non sappiamo esattamente quale tra link e contenuti sia più importante, quindi dobbiamo darli alla pari.

Analizziamo ora punto per punto per spiegarli meglio:

  1. I link intesi da Google sono i cosiddetti “backlink“, cioè tutti quei collegamenti che da altri siti portano sul vostro. Più è alto il ranking dell’altro sito, più valore avrà quel backlink. Un piccolo esempio: avete un piccolo blog su cui scrivete degli articoli di cucina, e un articolo viene linkato direttamente da La Repubblica e da un altro piccolo blog di cucina. Sicuramente, il primo avrà molta più rilevanza agli occhi di Google, in quanto proviene da un sito con un alto ranking e un alto livello di traffico giornaliero.Non dimenticate che molte volte l’inserimento di link che puntano ad altri siti può essere vista come una violazione delle istruzioni di Google per i webmaster, e di conseguenza può portare ad una penalizzazione. Per evitare questo, a volte si è obbligati ad inserire un attributo rel=”nofollow” al tag <a> (come per le recensioni a pagamento).Un piccolo esempio per mostrarvi come funziona: andate con un browser desktop su Youtube e aprite un video qualsiasi, ma che contenga un link all’interno della descrizione; a questo punto, fate click col tasto destro sul link e fate Ispeziona Elemento (o Ispeziona, dipende dal browser). Noterete l’utilizzo di questo attributo, atto a non trasferire il PageRank di Youtube (molto alto) a tutti quei siti che potrebbero approfittarsene inserendo link nelle descrizioni dei video o nei commenti.Esempio Rel No Follow - Palmonts Agency
  2. Si sente molto parlare di contenuti di qualità, ed ecco il perché: Google dà molta importanza a siti internet che hanno contenuti freschi, interessanti, abbastanza lunghi e soprattutto di qualità.
    Ma cosa si intende con “qualità”? Semplice: l’articolo deve essere abbastanza approfondito e deve cercare di rispondere a tutte quelle domande che potrebbero sorgere all’utente, non dimenticando ovviamente di rispettare alcune regole d’oro della SEO (come l’evitare il keyword stuffing). Ad esempio, immaginate di leggere un articolo, in cui notate che vengono ripetute sempre le stesse cose, che non risponde quasi per nulla alla vostra ricerca e che magari ha anche un titolo fuorviante. Di certo non definireste questo articolo “di qualità”. Google fa proprio questo: valuta, attraverso i suoi algoritmi, la bontà di un articolo esattamente come faremmo noi.Per scrivere un buon contenuto, mettiamoci noi stessi nei panni dell’utente finale e cerchiamo di scrivere un testo il più completo possibile, lungo almeno 250/300 parole (più sono, e meglio è!).
    Non dimenticate che se il vostro articolo è utile e ben scritto, sarà più semplice che possa essere linkato da altri siti (ritornando quindi al punto 1).
  3. Infine, il RankBrain. Quest’ultimo non è altro che un algoritmo che viene utilizzato per aiutare a processare i risultati della ricerca, supportato da un sistema di intelligenza artificiale di apprendimento automatico. Significa che RankBrain gestisce tutte le ricerche su Google? No.
    In realtà, esso è solo uno degli oltre 200 elementi dell’algoritmo, a cui tuttavia Google ha dato un peso maggiore rispetto ad altri. RankBrain permette a Google di capire meglio la richiesta dell’utente, utilizzando appunto l’intelligenza artificiale per cercare dei modelli fra ricerche complesse apparentemente non connesse fra loro, e comprenderne le similitudini.

 

Questi sono i primi 3 fattori di ranking. Altri ne potete trovare, ad esempio, nella tavola periodica della SEO di SearchEngineLand.

 

 

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