Google penalizza i siti mobili che usano redirect

Sneaky Redirect Mobile - Palmonts Agency

Google penalizza i siti mobili che usano redirect

Le linee guida di Google

Google ha sempre dato precise linee guida riguardanti ciò che i Webmaster devono o non devono fare, in ottica di indicizzare meglio il proprio sito web e di non incorrere nello spamming.

In caso le linee guida non venissero seguite, Google potrebbe anche intervenire con delle penalizzazioni, che comprendono azioni molto vaste in cui si possono trovarne sia di lieve entità, sia interventi che hanno come effetto l’esclusione definitiva di un sito web dalle SERP.

Inoltre, le penalizzazioni possono essere sia automatiche che manuali:

  • Nel caso di penalizzazioni automatiche, è lo spider che visita il vostro sito ad accorgersi della presenza di violazioni, e che procede ad applicare una penalty.
  • Per quanto riguarda, invece, le penalizzazioni manuali, esse sono applicate da un tecnico Google, anche a seguito di una segnalazione di spam da parte di un utente.

 

Cos’è un redirect mobile e come individuare il problema

Durante il 2014, Google aveva già messo in guardia tutti per quanto riguarda la possibile penalizzazione in caso di redirect “sneaky” da mobile. Un redirect sneaky non è altro che un redirect che viene effettuato da un sito, all’insaputa di Google e dell’utente. Com’è possibile questo? Semplice: a seconda dello user agent del visitatore, il sito può mostrare una pagina o un’altra, o addirittura fare un redirect a un sito completamente diverso.

Penalizzazione di Google nel caso di Redirect Sneaky - Palmonts Agency

L’immagine spiega in modo chiaro questo meccanismo applicato per gli utenti mobile. Nella prima riga, il sito mostrato su Google (www.example.com) effettivamente punta all’indirizzo corretto. Nella seconda, tuttavia, dopo una ricerca da mobile, l’utente viene reindirizzato a un sito che nulla c’entra con quello mostrato su Google (www.unrelatedurl.com, che in inglese significa appunto url non collegato, senza rapporti). In realtà questo accade più spesso di quello che si crede: infatti, si può essere stati attaccati da un hacker che può avere modificato il sito web, ad esempio, e la modifica potrebbe passare inosservata per mesi.

Nel mese di ottobre del 2015, Google ha nuovamente ammonito i webmaster contro questa azione. Ora, non si limita più ad ammonire, ma ha in realtà cominciato ad applicare penalties per i siti che non rispettano questa norma.

Per fortuna non si è limitata solo a questo, ma ha rilasciato anche 3 consigli per cercare di individuare il problema:

  • Prova a visitare il tuo sito da uno smartphone: in questo modo, ti accorgerai subito se vieni reindirizzato o meno. Consiglio: ricordati di svuotare la cache del tuo browser.
  • Ascolta i tuoi clienti: se qualcuno ti segnala il fatto che il tuo sito è irraggiungibile o altro, controlla subito, dato che potresti essere stato vittima di un’azione di hacking.
  • Monitora i dati di Google Analytics per i visitatori da mobile: potresti rilevare dei dati anomali, come un tempo medio trascorso sul sito ad un tratto sceso senza una valida spiegazione alternativa.

 

Puoi trovare le linee guida generali di Google sui comandi di reindirizzamento qui, e come individuare il problema qui.

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