App Store Optimization: aumenta i download della tua app

Ottimizzazione App Store ASO - Palmonts Agency

App Store Optimization: aumenta i download della tua app

Dopo tanti mesi di duro lavoro, di nottate insonni e di dure giornate passate a programmare la propria app, finalmente è arrivato il fatidico momento. Purtroppo, però, non sono tutte rose e fiori.

Al posto delle migliaia di download che ci si aspettava, ci si ritrova, se si è fortunati, con pochissimi download (probabilmente dovuti ai parenti o amici da noi “obbligati” a scaricare). A questo punto, molte persone si demotivano e lasciano le proprie app al proprio destino, sicure che abbiano fatto il massimo.

CI SIAMO NOI! NON BUTTARE AL VENTO MESI DI LAVORO!

Conoscete la SEO? Un SEO (Search Engine Optimization) si occupa di tutto il lavoro di ottimizzazione di un sito web per essere indicizzati al meglio dai motori di ricerca, e quindi per essere trovati più facilmente dalle persone.

Per le app, il SEO si traduce in ASO (App Store Optimization, letteralmente Ottimizzazione per App Store); la parola indica infatti chi si occupa di migliorare i tanti e molteplici aspetti che compongono un’app per migliorare il suo ranking sugli app store, con il fine ultimo di essere trovati più facilmente dalle persone che cercano parole chiave correlate al vostro lavoro.

Sebbene sia un lavoro complesso e sia sempre meglio affidarsi a un’agenzia per un lavoro di alta qualità, scopriamo insieme i primi punti da migliorare e ottimizzare per aumentare la visibilità della vostra app, che sia essa pubblicata sul Google Play oppure sull’Apple App Store.

Esattamente come si fa con la SEO, occorre trovare delle parole chiave per cui ci sia abbastanza volume di ricerca, legate a una media/bassa concorrenza. Difatti, è praticamente impossibile essere tra le prime posizioni con parole chiave altamente concorrenziali (ad esempio, ‘giochi’), ma è altrettanto inutile essere primi per una parola chiave che non è cercata, o che non è addirittura correlata all’argomento.

Comincia col fare una lista di parole che secondo te i potenziali utenti potrebbero usare per trovarti. In questa fase, nulla può sostituirsi alla tua esperienza nel campo e soprattutto alla tua conoscenza dell’app.

Dopo che avrai stilato la lista, devi controllare che ogni parola rispetti le due condizioni che abbiamo indicato prima. Esistono diversi strumenti che permettono ricerche di questo tipo. Anche se sono quasi tutti a pagamento, molti hanno anche una versione di prova oppure una versione gratuita con funzionalità limitate. Ecco una lista:

Non copiare mai i tuoi concorrenti: se sono nelle prime posizioni, sarà difficile spodestarli usando le loro stesse parole chiave. Sii originale!

  • Titolo e Descrizione

Ovviamente, il titolo e la descrizione dovranno contenere le parole chiave su cui hai scelto di puntare precedentemente.

Conta che il Google Play Store dà più importanza alle prime righe, quindi cerca di usare le tue keyword più forti su queste. Tieni a mente che Google Play considera anche i sinonimi delle parole, mentre l’App Store non lo fa. Quest’ultimo, inoltre, dato che permette l’inserimento di keyword separatamente, non tiene conto della descrizione come fattore di ranking.

Ricordati che al cliente non interessano le keyword: un testo giusto dal punto di vista delle parole chiave ma incomprensibile, sarà sicuramente un motivo per gli utenti a non installare l’app.

Cerca sempre di essere quanto più esaustivo possibile per agevolare il cliente alla comprensione, e soprattutto cerca di essere persuasivo!

  • Icona

L’icona dell’app è probabilmente il punto più fondamentale: difatti, è la sola cosa, oltre al titolo, che i potenziali utenti vedono prima di entrare nella scheda. Deve perciò essere bella e deve catturare l’attenzione da subito!

Dedica tanto tempo alla sua realizzazione e crea più versioni, di modo da farle vedere alle persone che conosci e ottenere un feedback.

  • Screenshots

Invece di usare semplici screenshot della vostra app, prova a realizzare vere e proprie immagini ad hoc.

Ad esempio, hai mai provato a utilizzare dei mockup?

App Store Mockup ASO - Palmonts Agency

Questo è un esempio di mockup. Ne puoi trovare a bizzeffe sul web; ecco una piccola raccolta.

L’importante, come già detto per l’icona, è realizzare delle immagini che è come se dicessero all’utente che le sta guardando: “scaricami, sono l’app che fa per te”!

  • Traduzioni

Le traduzioni sono essenziali per un buon posizionamento della vostra app. Italiano e inglese sono assolutamente essenziali, ma non bisogna sottovalutare l’impatto che potrebbero avere altre lingue. Ad esempio, un utente ha avuto un aumento dei download del 767% (sì, avete letto bene) attuando questa strategia. Potete leggere di più qua (in lingua inglese).

  • A/B testing

Con A/B Testing si intende il far visualizzare diverse schermate a utenti diversi. Per esempio, mettiamo caso che vogliate testare una nuova icona, oppure un nuovo testo: modificarlo e attendere dei risultati non è sicuramente la strada ideale, in quanto se la nuova modifica dovesse portare a risultati disastrosi, sarebbe un problema poi tornare sui propri passi in tempo.

La situazione può essere risolta attuando un test (appunto, un A/B Test) che permette di scegliere la percentuale di utenza a cui mostrare le nuove modifiche; il restante vedrà la vecchia versione. Ovviamente è anche possibile effettuare più test allo stesso tempo.

Google Play offre questa possibilità in modo nativo: entrate nella Developer Console, andate in Scheda dello Store e vedrete apparire una sottoscheda chiamata Esperimenti. Qui potete effettuare tutti i test che volete.

Esistono anche degli strumenti esterni molto utili:

  • Tempo di utilizzo

Semplice: più tempo gli utenti passano nella vostra app e più sarà considerata “addictive”, e più valore di conseguenza assumerà agli occhi degli Store.

Strutturatela quindi ottimizzandola per fare in modo da catturare l’attenzione degli utenti.

Ovviamente non è semplice e non è neppure sempre possibile. Considerate ad esempio un Icon Pack (link a Google Play): la sfida in questo caso sarà attirare il cliente all’interno dell’app per mostrare le nuove icone, oppure un tutorial su come applicarle al loro launcher, o ancora per altre news. Di certo avrà, tuttavia, un tempo di utilizzo di gran lunga minore rispetto a un gioco!

 

Vi è piaciuto l’articolo? Siete degli sviluppatori e avete delle esperienze che vi piacerebbe condividere? Fatecelo sapere nei commenti 😉

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